Possedere un conto bancario con una giacenza media superiore a 10.000 euro può significare specifiche conseguenze fiscali e contributive. E’ importante comprendere le normative vigenti e le novità per il 2025 per rispettare gli obblighi previsti dalla legge in quanto le autorità fiscali hanno accesso a tutte le nostre informazioni.
L’Anagrafe dei rapporti finanziari è gestita dall’Agenzia delle Entrate ed ha il compito di raccogliere i dati riguardanti i conti correnti, i depositi e gli strumenti finanziari delle persone fisiche o giuridiche. Inoltre, quando la giacenza media annua supera i 5.000 euro la banca è tenuta a comunicare il dato, mentre per quella superiore a 10.000 euro ci sono obblighi più specifici.
Tali obblighi sono legati all’IVAFE e al controllo fiscale. I soggetti titolari di conti correnti con giacenza media annua superiore ai 10.000 euro sono maggiormente controllati dal punto di vista fiscale, soprattutto quanto tale dato non è coerente con il reddito dichiarato. Scopriamo quali sono le conseguenze e le nuove regole dell’avere un conto in banca oltre i 10.000 euro.
Cosa sapere sulla giacenza media e i controlli fiscali
Per giacenza media si intende il valore medio del denaro presente nel conto corrente lungo un intero anno ed è un dato calcolato dalla banca per fini fiscali. Infatti, la giacenza media è uno degli elementi che determinano l’accesso a prestazioni agevolate tramite ISEE e serve ai controlli effettuati dalla Agenzia delle Entrate.
Superare la soglia dei 10.000 euro attiva quasi sempre controlli automatici, soprattutto se c’è discrepanza con il reddito dichiarato. Tramite l’incarico all’Anagrafe dei rapporti finanziari di raccolta dei dati, l’Agenzia delle Entrate attenziona i soggetti titolari di tali conti correnti per individuare situazioni potenzialmente anomale, che potrebbero anche nascondere evasione fiscale.
I titolari possono essere anche convocati per chiarire la loro posizione. Tuttavia, possedere oltre 10.000 euro di giacenza media annuale è perfettamente legale e non implica sanzioni automatiche, ma solo l’attivazione del controllo soprattutto quando questo dato non è coerente con la situazione patrimoniale e si vi è presenza di movimentazioni sospette.
Novità 2025 su imposta di bollo e IVAFE
Per i conti correnti caratterizzati da una giacenza media annua superiore a 5.000 euro si applica l’imposta di bollo che è pari a 34,20 euro annui per le persone fisiche. Questa importa è applicata direttamente al conto corrente dalla banca. L’importo da pagare per l’imposta di bollo rimane invariato per il 2025 ma è prevista l’attuazione di controlli più approfonditi da parte della Agenzia delle Entrate.
Ai conti detenuti all’estero invece si applica l’IVAFE che significa Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. Essa è pari allo 0,2% annuo sul valore delle somme depositate. Anche in questo caso, il superamento della soglia di 10.000 euro di giacenza media annua comporta obblighi dichiarativi più specifici nel modello Redditi.
Questi obblighi devono essere dichiarati nella compilazione del quadro RW del modello Redditi e la mancata o incompleta compilazione prevede sanzioni, anche se l’attività all’estero non produce redditi imponibili. Tuttavia, nel 2025 sono state introdotte regole che puntano a una maggiore semplificazione per la regolarizzazione spontanea della propria situazione se non vi sono accertamenti in corso.
I limiti di prelievo
Come abbiamo detto, non ci sono limiti per tenere cifre anche superiori a 10.000 euro in un conto corrente bancario, ma prelievi e versamenti in contanti superiori a questa cifra possono fare scattare controlli e segnalazioni da parte della banca che lo comunica all’Unità di Informazione Finanziaria, anche se non vi sono sospetti specifici.
Ciò è dovuto all’esistenza della normativa antiriciclaggio che è atta a garantire la tracciabilità delle operazioni finanziarie. Anche per il 2025 resta valido il limite di utilizzo del contante a 4.999,99 euro, oltre questa cifra le operazioni devono essere effettuate con mezzi tracciabili come bonifici e l’suo di carte o assegni.
Se si supera più volte il limite stabilito, possono scattare controlli. Le banche sono obbligate a tenere sotto controllo movimenti e operazioni finanziarie dei propri correntisti e sono tenute a segnalare comportamenti insoliti. Anche l’accumulo di contante non giustificato può dare luogo a un controllo e una segnalazione alle autorità competenti.
Per concludere
Concludendo, avere una giacenza media annua di oltre 10.000 euro sul conto corrente bancario non costituisce di per sé un problema, ma comporta obblighi e una gestione specifica in ambito fiscale, contributivo e in quello relativo all’antiriciclaggio. E’ quindi importante conoscere regole e conseguenze per una piena trasparenza e per evitare controlli.
Anche per il 2025 si conferma il rafforzamento degli strumenti di controllo da parte delle autorità competenti, con disposizioni che mirano al controllo della congruenza tra redditi dichiarati e patrimonio posseduto. Per cifre che superino le soglie, si consiglia di ricorrere al parere di un professionista in ambito fiscale per adempiere agli obblighi normativi.